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Un nome che sembra una poesia e in cui si intravede quella che potrebbe e dovrebbe essere la vita di una ragazza.

Con Flor ci siamo conosciuti per telefono, nel duemilaventuno, in piena pandemia, quando i nostri servizi fornivano assistenza alle persone senza medico infettate dal Covid. Ogni giorno, assieme ai nostri medici volontari, chiamavamo per sentire come stava: “Buongiorno, come va oggi?”, “Grazie, il respiro va meglio”, “E la febbre, misuri la febbre”,”Come si dice, ho trentasei e mezzo e la tosse è diminuita”, ”Bene, e il gusto, il sapore, l’odorato, il profumo, lo sente il profumo?”, “Il latte ho ricominciato a gustarlo e anche a sentire il profumo del sapone”, “Ottimo”.

 

Purtroppo per la zia, anch’essa positiva e convivente nella stessa casa, non è andata bene come a Flor. La zia, dopo il peggioramento repentino e il ricovero in ospedale non ce l’ha fatta. Una dei tanti, purtroppo. Ma Flor ha continuato a cercarci, anche per la lingua che non conosce ancora benissimo. Non riusciva a contattare la camera mortuaria per avere un appuntamento e sbrigare le pratiche che vanno fatte in questi casi…

 

Oggi Flor è nella nostra farmacia solidale. E’ venuta a prendere un farmaco che non riesce ad acquistare. Quando nel duemilaventuno la nostra dottoressa le aveva fatto il tampone, le aveva subito provato la saturazione dell’ossigeno. Il saturimetro, che come una molletta si applica al dito, non aveva rilevato niente perché Flor è un’esperta di Nail Art, arte per le unghie, e le sue unghie erano appunto lunghissime e coloratissime. Adesso sta cercando di rinnovare il permesso di soggiorno.

 

Dopo avere fatto un piccolo corso ha trovato lavoro come badante. Ha fatto la dose di vaccino dopo il Covid ed ora dovrebbe fare il booster per avere il green pass. La famiglia dove lavora e la legge lo richiedono. La donna che accudisce Flor ha novantatré anni e le è stata diagnosticata la sindrome di Alzheimer. Il lavoro è faticoso ma Flor cerca di svolgerlo al meglio. La famiglia si fida di lei e per Flor, il lavoro, potrebbe essere un viatico per ottenere finalmente il permesso di soggiorno. Ma ora non riesce a prenotare l’appuntamento per il vaccino e ci proviamo insieme, attraverso i canali informatici della Regione Lombardia che però sono più complicati per chi non conosce bene la lingua. Con Flor ci salutiamo, tra qualche giorno ci risentiamo per controllare se ci rispondono. E che il vaccino possa anche essere il viatico per realizzare il suo sogno; aprire un centro di Nail Art tutto suo a Milano.

 

Tommaso De Filippo
Assistenza sanitaria San Fedele