Giugno 2018

Ci sono numeri che sono nomi

di Tommaso De Filippo

L’Assistenza Sanitaria San Fedele, tutte le settimane, incontra persone che necessitano di sostegno sanitario; le aiutiamo con farmaci, visite mediche, informazioni, ascolto e sostegno, anche psicologico.

Ci sono dati che a prima vista sembrano solo numeri. Ma i numeri, in realtà, da noi sono nomi, e i nomi storie: Ahmed, Ginevra, Nabih, Mohamed, Amira, Giuklia, Diana, Josue, Francesco, Sara, Iannis, Selma, Angela……

E’ con questa consapevolezza che vogliamo evidenziare alcuni dati sui nostri accessi, sottolineando l’attenzione, talvolta riuscita e talvolta fallita, nell’instaurare una relazione, un rapporto di sostegno e fiducia … nel desiderio costante di accompagnare lungo un tratto di strada, sovente difficile, le persone che frequentano i nostri servizi.

Nel 2017 abbiamo accolto 3354 persone, 1669 donne e 1685 uomini, per un totale di 9317 accessi (alcune persone hanno usufruito dei nostri servizi almeno una volta, altre più di una).

Di queste persone, il dato più allarmante riguarda il lavoro; 2770, ovvero l’82,6% è disoccupato. Altro dato importante riguarda l’assistenza medica di base; 856, il 25,5%, non ha il medico di base. Numeri che sono nomi, persone, che ci obbligano a interrogarci e a riflettere sul perché dei fenomeni.

I nostri piccoli ospiti, seguiti in pediatria, nel 2017 sono stati 91, per 130 visite, anche se al nostro sportello farmaceutico vediamo più di 200 mamme ogni settimana.

Abbiamo anche accolto 442 persone, (il 13% dei nostri Utenti), tutte in Italia da tempo, che dopo avere passato diversi anni in una situazione regolare, non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno, spesso a causa della perdita del lavoro. Ora si trovano in un limbo: possono usufruire solo del diritto di accesso ai pronto soccorso e non di altri diritti di cura; è come se non esistessero, come se non avessero un nome. Ma sono persone che fino a ieri pagavano le tasse ed erano regolarmente inserite nel nostro tessuto sociale. L’impossibilità del rinnovo, dopo anni di permanenza regolare, ne fa una massa potenzialmente esplosiva e davvero non giova a nessuno.

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