Essere attenti alle persone, saperle accogliere, è lo sforzo di molti che operano nel sociale. Come si è soliti dire: “la persona al centro” è l’impegno prioritario; saper vedere e ascoltare gli utenti è un’attenzione costante anche per noi. Tuttavia pensiamo sia più corretto dire che “al centro vi è la relazione”. Ogni persona che viene da noi porta qualcosa di nuovo, (spesso non facile da capire), e fa nascere una relazione, sempre dinamica, che va gestita con cura. In ogni incontro siamo coinvolti entrambi – Servizio e Utenti – per generare relazioni positive, capaci di cambiare le cose. Non necessariamente per risolverle, ma per migliorarle, sì. Relazioni mai vissute “a due”, ma interpretate dai volontari come membri di una famiglia più ampia, che si interroga costantemente per evitare le trappole dell’assistenzialismo e delle iniziative personali. Diamo farmaci, ascoltiamo le persone e spesso le consigliamo indirizzandole verso altri servizi: il nostro è solo un piccolo pezzetto dell’aiuto che sarebbe richiesto dalle vite che incontriamo. Ma anche un piccolo servizio si può svolgere con stili diversi. Concretamente mettere al centro la relazione vuol dire: o saper vedere e ascoltare le differenze, formandosi per questo; o essere in contatto con noi stessi, riconoscendo sia il desiderio di aiutare che le naturali resistenze; o nelle frustrazioni (inevitabili nel lavoro sociale), cercare di conservare qualcosa che è oltre la fornitura di prestazioni, la relazione appunto; o operare sempre come membri di una equipe, (e diremmo anche di una rete), condividendo con altri le scelte e i vissuti. o ragionare costantemente sulle “asimmetrie di posizione” per cercare l’incontro migliore possibile… Di cosa stiamo parlando? Uno slogan dice che: “la mano che dà, è sempre sopra la mano che riceve”; sapendo questo, favorire l’incontro senza pietismi né assistenzialismo. o vuol dire che l’Assistenza Sanitaria è una organizzazione pronta a cambiare e a evolversi col cambiare dei bisogni incontrati, perché è proprio delle relazioni modificare coloro che le vivono con apertura. Infine, lo stile delle organizzazioni è sempre frutto di una storia perchè, nel tempo, nelle scelte via via operate, si verifica e si consolida. La nostra storia è lunga! Nei primi anni cinquanta il p. Maino, fondatore dell’Opera Assistenza Sanitaria, dichiarava: “l’idea ispiratrice … è stata la convinzione che il povero e il sofferente avvertono profondamente la loro fragilità e il loro stato di umiliazione e isolamento, specie se privi di affetti familiari”. Per questo: “mettersi accanto a loro con autentica partecipazione, con iniziative di servizio concreto e con il rispetto dovuto sono i compiti primari di chi appartiene all’Assistenza”. Desiderio di relazione, consapevolezza delle fragilità, rispetto, ricerca della giustizia sono elementi presenti fin dalle origini e mai abbandonati.

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